13/03/2010 - PSICHIATRIA: DUE RINVII A GIUDIZIO
Secondo quanto sarebbe emerso dall’indagine, coordinata dal Cesare Parodi e condotta dai Nas, i due medici dell’ASL 1, dipartimento di salute mentale, sarebbero risultati contemporaneamente in servizio in due -o addirittura più posti- differenti, ricevendo quindi un doppio – o maggiore - compenso.
L’anno scorso i medici del dipartimento di salute mentale, avevano scritto una lettera al direttore generale Ferruccio Massa di critica sulla gestione del settore di psichiatria torinese.
All’epoca avevano ricevuto una generica risposta sui media locali solo da parte del direttore Massa, mentre nulla era stato detto o fatto dall’assessorato piemontese, organo che sulla sanità piemontese dovrebbe svolgere una funzione di controllo e supervisione.
È evidente che oggi – dopo un rinvio a giudizio – sia invece necessario fare luce sulla vicenda e capire se le sovrapposizioni di incarichi siano state effettive e in caso positivo di chi sia la responsabilità dei mancati controlli verifiche.
Non solo, l’anno scorso la denuncia contro il dott De Marzi sembrava esser arrivata in un momento non casuale, ovvero, quando il centrosinistra stava internamente lottando per la nomina di un primariato, dove tra i contendenti vi era oltre che lo stesso De Marzi, vicino al PD, anche una sua collega legata invece alla Federazione della Sinistra e vicina proprio all’assessore Artesio. Nomina che poi, proprio a seguito dell’apertura delle indagini è stata sospesa e mai più effettuata.
Non vorremmo che allora come oggi il silenzio di Artesio e Bresso sia dettato più che dalla loro negligenza da un machiavellismo politico che le abbia convinte – soprattutto prima delle elezioni- a nascondere la polvere sotto il tappeto e a tralasciare fatti che, se rivelati, potrebbero svelare ai cittadini come alla legalità e al rispetto del denaro e degli uffici pubblici si preferisca la volontà di premiare amici e simpatizzanti di partito con nomine e poltrone.