13/03/2010 - TNE: CRONACA DI UN FALLIMENTO ANNUNCIATO MA LA REGIONE IMPERTERRITA STANZIA 5 MILIONI DI EURO
Il centro sinistra, Bresso in prima fila ha sempre definito il progetto di TNE come un caso virtuoso, esempio da seguire per un piano industriale dal successo dimostrato.
Ecco i risultati di quasi 5 anni di gestione: 67 milioni di euro spese e zero entrate e migliaia di lavoratori illusi da un posto visto nemmeno con il binocolo. Non solo, se i presagi annunciati oggi dalla stampa dovessero risultare corretti, anche il terzo bando sarà deserto, come ennesima dimostrazione dello scarso interesse delle aziende verso quell’area.
Dopo anni di gestione fallimentare sono troppe le domande lasciate senza risposta su Tne.
Innanzitutto: che fine hanno fatto le 54 manifestazioni di interesse del bando del primo bando? E per quale motivo Bairati, anche se espressamente richiesto, mai ci ha dato i nomi delle aziende interessante? E soprattutto, di fronte all’ennesimo bilancio in passivo di Tne, per quale motivo la Regione ha stanziato 5 milioni di euro per il recupero e riqualificazione dell’area C di TNE?
E ancora. Basta andare sul sito di TNE, www. Tne.to.it per scoprire che l’agenzia di comunicazione che aveva acquisito il dominio e che si sarebbe dovuta occupare della gestione dei contenuti è fallita. Quanto è stata pagata? Perché una società a capitale pubblico che chiude i bilanci in passivo spende soldi per la comunicazione esterna? Ma soprattutto come i vertici di TNE possono giustificare un sito chiuso di un’azienda aperta? Delle due l’una: o anche l’azienda non è attiva, e il sito e le informazioni a nulla servono, oppure il consiglio direttivo di TNE non è attento e non si è accorto dell’oscurazione del proprio sito.
In ogni caso è evidente che Bresso e Chiamparino si gloriavano di una cattedrale nel deserto, che ha promesso posti di lavoro e riqualificazione di un’area costata milioni di euro e pagata con i soldi dei cittadini. Ma ora vogliamo avere i dati: bilanci e spese di TNE e soprattutto chiediamo alla Bresso di scendere in piazza e spiegare i 5 milioni di euro dati a Torino Nuova Economia.
Non vorremo infatti che fosse l’ennesima regalia della presidente uscente ad amici di partito a danno dei piemontesi