La direttiva europea n. 123/2006/Ce meglio conosciuta come direttiva Bolkestein ha cambiato le regole di mercato costringendo ciascun operatore piemontese a confrontarsi con un mercato con normative differenti che – come nel caso delle concessioni dell’utilizzo delle aree – possono mettere a rischio l’attività di migliaia di ambulanti presenti sul nostro territorio.
Con l’attuazione della direttiva europea la concessione per la vendita verrebbe a decadere dopo dieci anni a cui seguirebbe un bando pubblico senza che siano riconosciuti i diritti acquisiti del titolare uscente. Questo significa non dare più certezza migliaia di operatori che tutti i giorni da anni frequentano le nostre piazze costituendo un appuntamento tradizionale per milioni di consumatori.
Ovvero questa direttiva annullerebbe ogni tipo di investimento, sicurezza e lavoro da parte degli ambulanti che dopo anni potrebbero vedere diventare il posto occupato da anni di qualcun altro.
È evidente che questa norma è altamente penalizzante e che sia necessario intervenire per evitare il tracollo di migliaia di operatori.
Ma se l’Unione europea con questa direttiva ha fatto le pentole spettava tuttavia ad ogni singola regione fare i coperchi.
La Bolkestein infatti non era una semplice riforma del commercio ma una direttiva che imponeva degli obiettivi che lo Stato italiano non ha ancora recepito. Il governo infatti ha ad oggi emanato solo un decreto , che dovrebbe entrare in vigore dopo aver avuto il parere della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato, e i cui contenuti, una volta entrato in vigore, si applicheranno con il principio di “cedevolezza” fino a quando le Regioni italiane non avranno adottato la Direttiva 2006/123/CE con normativa propria. è quindi evidente che se il centro sinsitra piemontese non avrebbe voluto anticipare i tempi per il recepiemente della direttiva si sarebbe per lo meno potuto avere almeno il tempo necessario per evitare gravi disagi agli ambulanti.
è infatti scandaloso che nonostante le perplessità di enti e associazioni il centro sinistra in Regione abbia imposto il recepimento della direttiva in anticipo rispetto ai tempi e addirittura prima del Parlamento italiano.
Eppure, ci sarebbe stato il tempo di discutere e trovare soluzioni che – pur seguendo quanto imposto dalla direttiva europea – avrebbero potuto predisporre strumenti ammortizzatori e periodi transitori per attenuare l’impatto della norma, a sostegno di ambulanti e operatori.
Ad esempio come già chiesto da Emilia Romagna e Toscana anche il Piemonte potrebbe chiedere al Governo l’adozione di una moratoria almeno finché non si procederà ad una revisione dell’intero quadro normativo in materia di rilascio delle concessioni per l’esercizio ambulante nelle aree pubbliche.
Il PDL si vuole impegnare a difesa degli ambulanti e del commercio piemontese per questo motivo ho già pronto una proposta di legge che chiede una moratoria di almeno cinque anni prima dell’entrate in vigore delle disposizioni europee, che mantenga in vigore l’attuale sistema normativo.
Non solo, abbiamo istituito il comitato SOSTENIAMO GLI AMBULANTI per dare voce, sostegno e finalmente ascolto a tutti coloro che si troveranno bloccati e subiranno disagi da una legge imposta dalla Bresso e dall’intero centro sinistra piemontese.
Ogni informazione riferimento sull’appello anti Bolkestein del PDL; sul comitato e sulle nostre proposte si troveranno sul sito www.difendiamogliambulanti.it, on line nei prossimi giorni