18/03/2010 - BOLKESTEIN: LACRIME DA COCCODRILLO DI PEVERARO,. IL CENTRO SINISTRA NELLE STANZE DEI BOTTONI ANTICIPA IL RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA E POI IN CAMPAGNA ELETTORALE INVOCA SOSTEGNI ANTI DIRETTIVA


Il consigliere Gian Luca Vignale ha partecipato oggi ad un incontro con gli ambulanti organizzato dalla FIVA – Federazione Italiana Venditori ambulanti sul delicato e grave problema sull’attuazione della direttiva Bolkestein in Piemonte.

 

Nell’occasione, oltre a presentare il comitato ‘DIFENDIAMO gli AMBULANTI” e la proposta di legge a sua firma per una sospensione dell’attuazione delle normativa regionale di recepimento della direttiva, sottolinea come, a creare il problema oggi sia stato il centro sinistra, che ha imposto, in anticipo su tutte le regioni italiane e addirittura prima del Parlamento italiano, l’attuazione della normativa europea in Piemonte.

 

Il Governo italiano ha infatti approvato lo schema di decreto di recepimento della direttiva europea che deve ancora entrare in vigore. Non solo, i contenuti del decreto legislativo si applicheranno - solo dopo l’entrata in vigore -  con il principio di “cedevolezza” fino a quando le Regioni italiane non avranno adottato la Direttiva 2006/123/CE con normativa propria.

 

In altre parole, se a dicembre dello scorso anno, in anticipo sui tempi il centro sinistra non avesse messo al voto quella che poi solo ed esclusivamente grazie ai voti del centro sinistra è divenuta legge (l.r. n. 30/2009) oggi gli ambulanti non si troverebbero ad affrontare i disagi e i problemi della direttiva europeo e non avrebbero perso tempo prezioso per la ricerca di soluzioni.

 

“Quelle di Peveraro – dichiara Gian Luca Vignale, all’incontro -  sono lacrime da coccodrillo.  Chissà se il vicepresidente della Regione Piemonte menre propone interventi contro la direttiva Bolkestein ricorda che è stato solo grazie ai voti del centro sinistra se il Piemonte ha recepito la direttiva europea non solo prima delle altre regioni ma anche ancora prima del Governo italiano. Delle due l’una: o Peveraro è uno smemorato oppure in campagna elettorale vive uno sdoppiamento della personalità”.