19/03/2010 - 5 ANNI DI BRESSOMONTE – LA VERSIONE CORRETTA DEL BILANCIO DI MANDATO
Nei mesi scorsi la Bresso ha fatto spendere alla Regione – e quindi ai cittadini – 500 mila euro per la redazione e invio ai piemontesi di un volantone elettorale spacciato come ‘sintesi’ di bilancio di fine mandato.
Poche pagine, piene di dati parziali e scarsamente riscontrabili con la realtà, che la Bresso ha voluto riempire per illudere i piemontesi di aver svolto un buon lavoro.
Non solo, non paga di questo ennesimo spreco, ha pure ingaggiato una società milanese per telefonare ai piemontesi e chiedere le loro opinioni sul depliant,ovviamente con costi sempre a carico dei cittadini.
Io ho voluto fare la stessa azione, scrivere il bilancio di fine mandato dalla giunta Bresso con due differenze: le pagine da me scritte corrispondono a verità - e sono riscontrabili in atti di giunta - e non pesano sulle tasche dei piemontesi.
Non solo: se noi avessimo inviato questo volatone a tutti i piemontesi, avremmo speso 144 mila euro, come è possibile che la Bresso per la stessa attività ne abbia spesi 500 mila?
Queste otto pagine smascherano le bugie della Bresso e dicono la verità su cinque anni di governo del centro sinistra della nostra regione.
Basti pensare che in cinque anni la spesa sanitaria è aumentata di oltre 1 miliardo e mezzo di euro. Soldi spesi non per accorciare le liste di attesa né per aumentare i servizi erogati o garantire quelli che oggi vengono negati, ma sperperati in consulenze, servizi esterni e nomine di primari (212 nell’ultimo triennio). A questi si aggiungono i soldi presi in prestito – con mutui derivati - per coprire con una vera e propria opera di maquillage il buco di bilancio. Lo stesso che la Bresso dice non esistere semplicemente perché l’ha coperto con altri debiti, i cui effetti non saranno immediati ma ricadranno sulle tasche dei nipoti dei piemontesi.
La sanità non è il solo fallimento della gestione Bresso, celato in un bilancio di mandato scorretto. I mancati sostegni alla piccola e media impresa, i troppi soldi spese in consulenze e affidamenti di servizi, i mancati sostegni o ancor peggio mal distribuiti sostegni ai lavoratori disoccupati italiani sono solo alcune delle pagine più tristi di cinque anni di centro sinistra.
Basterà dare una lettura veloce a “5 anni di Bressmonte”, per capire come la nostra Regione potrebbe meritare un governo più attento, trasparente e serio che dia valore alla famiglia, risposte ai tanto disoccupati e sostegno alle migliaia di piccole e medie imprese che oggi faticosamente stanno cercando di resistere alla crisi