È paradossale che chi vanta primati nella ricerca energetica sia pronta poi a dare giudizi a vanvera sul nucleare senza neppure aver potuto conoscere i criteri stabiliti dal Governo per la localizzazione dei siti.
Forse la Bresso non ne è al corrente, ma in Italia verranno realizzati impianti di terza generazione – e non tradizionali come dice lei - con un differente sistema di raffreddamento che garantisce standard di sicurezza più elevati rispetto alle precedenti tecnologie nucleari.
Oltre a garantire elevati standard di sicurezza, il nucleare porterebbe al nostro territorio grandi e importanti occasioni di sviluppo.
Le aziende oggi in crisi potrebbero infatti sviluppare una vera e propria industria del nucleare e utilizzare il proprio know how metalmeccanico e ingegneristico per la realizzazione degli impianti e produzione della componentistica riuscendo anche in poco tempo e con successo a guadagnare terreno anche sui mercati internazionali creando nuovi posti di lavoro.
Per la nostra regione rifiutare quindi la sfida del nucleare significa perdere un’occasione di sviluppo produttivo e di benessere economico che altri paesi invece stanno sfruttando.
È deludente quindi che chi è al governo di un territorio segnato dalla crisi e che avrebbe bisogno di un nuovo slancio industriale e produttivo come il Piemonte, preferisca assumere un atteggiamento retrogrado, controcorrente e in più deficitario di informazioni corrette e aggiornate, per osteggiare a priori il nucleare rischiando di far collassare il sistema produttivo piemontese e italiano e inquinare l’ambiente.