Nei condomini popolari di via Artom i citofoni non funzionavano, motivo per cui correttamente l’amministrazione ATC ha mandato un tecnico ad aggiustarli.
Peccato che pochi giorni dopo dalla riparazione i citofoni continuavano a non funzionare.
Basta infatti andare fuori dal condominio di via Artom 55/4 per vedere bigliettini appesi ad ogni campanello con su scritto: Non funziona.
E il mancato funzionamento del citofono è costato ben 1000 euro, ovvero 47 euro a famiglia. Considerando che i canoni di affitto mensile di quel condominio sono quasi di 60 euro, la spesa della mancata riparazione ha determinato quasi il raddoppio dell’affitto…per un nulla di fatto!
Questo significa che i condomini ATC, che in quanto tali hanno un basso reddito, si trovano costretti a pagare spese di riparazione a prezzi decisamente fuori mercato e in più nemmeno utili. Ecco il risultato della gestione Ardito: caricare su famiglie in difficoltà i costi della propria incapacità.
Questo caso dimostra ancora una volta come le case ATC siano completamente abbandonate a se stesse e quanto scarso sia il doveroso controllo che Comune e Regione svolgono a tutela delle famiglie piemontesi in difficoltà.
D’altronde è evidente che soprattutto a ridosso di una campagna elettorale Bresso non possa smentire se stessa né tantomeno il fedele ‘compagno’ Ardito…sarebbe come ammettere che i nominati del PD non siano in grado di garantire una gestione capace e responsabile di un ente…missione impossibile per chi neppure è in grado di ammettere i propri errori di gestione.