A febbraio il Consiglio Regionale ha votato la legge n.3/2010 sulla casa, che all’art. 17 comma e, prevede il riconoscimento della morosità incolpevole, scongiurando quindi il rischio per chi non riesce a pagare l’affitto perché economicamente impossibilitato di trovarsi senza casa.
Articolo questo inserito nella legge grazie ad un emendamento a firma Vignale e non rispettato dall’ATC che a quasi due mesi dall’approvazione della legge ha attivato gli sfratti per famiglie disoccupati o senza reddito.
È evidente che in un momento di crisi come questo serva maggiore elasticità e sensibilità evitando di mettere in mezzo ad una strada migliaia di persone che non pagano l’affitto non perché non vogliano ma perché si trovano impossibilitate al farlo.
Compito di un’amministrazione non è punire persone oneste e in difficoltà ma comprendere le loro esigenze ed aiutarle. Per questo motivo avevo presentato l’emendamento di sospensione degli sfratti per i morosi incolpevoli.
Come se non bastasse, l’ATC carica sui morosi incolpevoli le spese legali per lo sfratto: spese che spesso sono superiori al quanto dovuto. Ad esempio, una signora che aveva una morosità di 1800 euro si è trovata a pagare spese legali di 2200 euro, che tra l’altro ha dovuto versare in un’unica soluzione.
Ci chiediamo con quale coraggio nonostante una legge recentemente votata Bresso e Ardito lascino famiglie in certificata difficoltà economica senza un tetto e per quale motivo l’ATC non disponga di un ufficio legale che possa occuparsi degli sfratti anziché caricare famiglie a basso reddito di spese legali alle stelle.
Se dotarsi di un avvocato interno all’ATC costa troppo la Regione metta a disposizione di Ardito gli uffici regionali. In caso contrario potremmo pensare che sfratti così provvisori e celeri servano più a dare lavoro agli studi legali che al benessere e all’interesse dei piemontesi.