10/05/2010 - PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA: NO ALLE STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE.


NON SI RIPETA IL CASO GELMINI, I RAPPRESENTANTI DEL PDL SI IMPEGNINO PER DARE UNA CORRETTA E CAPILLARE INFORMAZIONE E TUTTI GLI AMMINISTRATORI DI CENTRO DESTRA PER DIRE SI ALLA PROPOSTA RONCHI.

 

Ingannare i cittadini raccogliendo firme sulle loro paure è l’ennesima dimostrazione dell’irresponsabilità del centro sinistra italiano, che ancora una volta cerca (vanamente)  il consenso dei cittadini su allarmi infondati.

 

Infatti, quello che Di Pietro e compagni  non vogliono ammettere è che le modifiche apportate dal D.L. 135/2009 infatti lasciano saldamente nelle mani delle autorità  pubbliche l'indirizzo e il controllo amministrativo delle acque.

 

Quindi,  non è l’acqua a diventare privata, ma solo il servizio di fornitura dell’acqua, oggi in mano a società pubbliche di gestione del servizio, come ad esempio SMAT, che grazie all’attuale legge non solo operano in regime di assoluto monopolio ma anche possono subappaltare il servizio a società esterne forti della loro posizione dominante sul mercato.

 

In altre parole, non si privatizza – come il centro sinistra urla nelle piazze -  l’acqua, che è e sarà sempre un bene pubblico, ma la possibilità di affidare la gestione del servizio ai privati, garantendo in questo modo, sotto uno stretto controllo da parte dell’Ente pubblico, maggior trasparenza, efficacia e concorrenza, e costi minori e servizi migliori per i cittadini.

 

Se le tariffe del servizio idrico variano da regione a regione sarebbe anche responsabile ammettere che lo stesso servizio idrico non è correttamente ed efficientemente gestito sul territorio con casi eclatanti come quello Piemontese dove nel ciriacese migliaia di famiglia sono rimaste per mesi o con i rubinetti chiusi oppure con un gettito d’acqua inferiore ai limiti imposti dalla legge.

 

È evidente quindi che sia compito del Governo riuscire ad assicurare e un servizio idrico efficiente ed efficace e che eviti non solo il crollo del servizio –come il caso ciriacese – ma anche garantisca un servizio migliore.

 

È ora necessario che tutti i rappresentanti del PDL in Piemonte come in tutta Italia si impegnino per dare ai cittadini una corretta informazione sulle reali conseguenze della proposta Ronchi ed evitino il ripetersi di quanto era tristemente accaduto con la riforma Gelmini quando amministratori e politici irresponsabili avevano aggirato i cittadini con dati errati e strumentalizzati.

 

Personalmente mi rendo disponibile per dare a tutti gli amministratori le informazioni sulla proposta Ronchi e da domani sarà on line un documento sintetico che spiegherà nel dettaglio le mie motivazioni di appoggio al d.l. 135/2009.