Torino, 18 maggio 2010
Come al solito la sinistra piemontese predica bene e razzola male. Se già infatti appariva immorale da parte di esponenti del partito di maggioranza della precedente legislatura, rendersi conto dell’esistenza di liquidazione di fine mandato solo dopo averne beneficiato, creare a un mese dal rinnovo della giunta un doppio gruppo consigliare Bresso, pur di beneficiare di fondi regionali maggiori, è davvero inaccettabile.
Ecco infatti i budget per i gruppi consiliari:
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COMPONENTI GRUPPO |
BUDGET ANNUALE |
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1 |
197.405,11 |
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2 |
260.160,30 |
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12 |
887.712,22 |
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13 |
950467,41 |
La consigliera Bresso aveva infatti due possibilità: o entrare nel gruppo di maggioranza della precedente legislatura (PD, 12 componenti) o far parte della lista di appoggio alla sua candidatura da presidente (Insieme per Bresso, ora 1 componente).
Ha scelto la terza via (ovviamente quella più costa per i piemontesi), creando un nuovo gruppo che in cinque anni costerà di oltre un milione di euro sulle tasche dei cittadini.
Abbiamo provato a fare una proiezione sulle possibili alternative Bresso:
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gruppo a cui Bresso avrebbe potuto unirsi |
Quanto sarebbe costato ogni anno |
Quanto invece costa |
Aumento spese per i cittadini/anno |
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Insieme per Bresso |
260.160,30 |
197.405,11 |
- 62.755, |
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oppure |
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PD |
950.467,41 |
887.712,22 |
- 62. 755 |
invece ha scelto |
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Uniti per Bresso |
0 |
197.405,11 |
+ 197.405,11 |
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Totale |
134.650 |
Se siamo disponibili a un confronto contro gli sprechi e ai tagli a liquidazioni o stipendi, è evidente che non accettiamo lezioni da chi, a causa dell’arroganza di un singolo consigliere, carica sulle spalle dei piemontesi un costo che non potrà esser ripianato nemmeno dal taglio del 5% dello stipendio degli assessori in cinque anni
Ci chiediamo infatti con quale coraggio chi prima si accorge con cinque anni di ritardo del costo della liquidazione di fine mandato e poi fa pagare ai cittadini 700 mila euro in 5 anni pur di avere un gruppo consiliare in più. Ecco il paradosso della sinistra piemontese: si a due partiti formati da un solo consigliere e pagati dai piemontesi, ma no a una liquidazione di cui ha già beneficiato.
Gian Luca Vignale
Consigliere PDL Regione Piemonte