Sui costi della politica e della gestione pubblica il Popolo della Libertà non si fa dare lezioni da nessuno.
A nemmeno due mesi dall’insediamento e al secondo consiglio utile (il primo è stato dedicato alla presentazione del nuovo assetto regionale, il secondo alla programma di governo della nuova giunta) il centro destra grazie ad un emendamento presentato dal PDL e dalla Lega ha dimezzato l’indennità di fine rapporto di ciascun consigliere.
È evidente che questo risultato dimostra come il centro destra piemontese alle sterili polemiche preferisca i fatti e non si lasci intimidire da azioni strumentali da parte di una minoranza che si è resa conto dei costi dei propri benefit solo dopo averne beneficiato.
Quello di oggi è un voto atteso che rida al consiglio e alla politica regionale rispetto e dignità persi in un quinquennio spudorato.
E di certo non diamo la paternità del nostro voto a chi si prodiga in imbarazzanti partitini mono-consigliere pur di ottenere a fine anno contributi regionali maggiori e che ancor peggio nel 2006, ben sapendo dell’imminente fusione della Margherita e dell’Ulivo nel PD ben ha pensato di mettere al voto una legge (l.r 39/2006) che prevedesse l’accumulo del budget regionale di ciascun gruppo anziché un semplice riconteggio che, attraverso il meccanismo della proporzione (maggiore è il numero dei consiglieri minore è l’aumento di budget) avrebbe fatto guadagnare ai cittadini centinaia di migliaia di euro l’anno.