Se il Piemonte ha perso l’occasione dei mondiali di bob prima e di slittino ora la colpa è solo ed esclusivamente della Fondazione 20 Marzo, del Parco Olimpico e della precedente giunta di centro sinistra che hanno permesso la firma di un contratto di affidamento della gestione degli impianti olimpici a esclusivo vantaggio di Live Nation anziché del territorio – come sarebbe stato loro dovere.
Noi lo diciamo da tempo: rispetto al bando di manifestazione di interesse indetto nel 2008 da Fondazione 20 Marzo per l’affidamento della gestione degli impianti olimpici, il contratto effettivamente firmato risulta completamente modificato a vantaggio del soggetto vincitore - Live Nation - con gravi conseguenze per la nostra regione e con il rischio di perdita di grandi eventi se non addirittura la chiusura di alcuni impianti.
Perché eventi fino a qualche anno fa dati per certi dagli stessi dal direttore della Fondazione 20 marzo e dal presidente di Parco Olimpico poi non sono stati più realizzati? Semplicemente perché la Fondazione 20 Marzo, Parco Olimpico e il centro sinistra prima al governo della Regione hanno permesso che a dettare le condizioni per la gestione degli impianti di Pragelato e Cesana fosse Live Nation, arrivando a firmare un documento che conteneva da una parte obblighi vincolanti e dell’altra ne permetteva la violazione.
Se infatti nella lettera di invito (art. 65) si prevedono obblighi di apertura (120 giorni/anno) e la realizzazione di almeno un evento internazionale, in un allegato alla lettera (allegato E) in merito solo agli impianti di Pragelato e Cesana (casualmente gli unici due con alti oneri di gestione) sono ammesse “ipotesi gestionali differenti da quelle ordinariamente prospettate, fermo restando che i due siti non possono esser sottoposti all’esterno del perimetro di concessione”.
In altre parole si annulla ogni tipo di obbligo di gestione verso gli impianti di bob e di slittino, ma anche si garantisce a Live Nation una somma di denaro qualora si volesse organizzare all’interno eventi promossi da altri gestori.
E’ come se in un contratto di affitto il proprietario si accollasse il pagamento dell’affitto senza vincoli alcuni per l’affittuario!
Ci chiediamo se un documento tanto scellerato sia frutto dell’incapacità dei tre soggetti coinvolti ( giunta Bresso, Fondazione 20 Marzo e Parco Olimpico) o se sia invece il frutto di accordi a tavolino scritti esclusivamente a vantaggio di alcuni. In ogni caso è evidente che sia una vera e propria anomalia contrattuale che necessita ora una verifica legale e che serva ora una puntuale analisi delle attività della Fondazione 20 marzo e del Parco Olimpico per evitare ulteriori danni e anomalie per il nostro territorio.
E’ necessario ricordare, infine, che la Fondazione 20 Marzo –come dichiarato in Commissione Postolimpica- dovrebbe avere una dote economica superiore agli 8 milioni di euro. Considerato che la finalità della Fondazione rimane (dati a terzi gli impianto) la promozione delle aree olimpiche perché non ha utilizzato parte dei fondi per organizzare i mondiali?
Così come una parte della spesa necessaria per l’organizzazione dei mondiali dovrebbe essere impegnata da Live Nation che ad oggi, grazie alla concessione avuta, può beneficiare di entrate certe senza alcun onere.
Ancora una volta, per l’incapacità dei nominati dalla precedente Giunta regionale, a far le spese rischiano di essere solo i territori montani dimenticati da che ha pensato più a garantire spazio per concerti cittadini che non vere ricadute turistico-occupazionali nelle aree olimpiche.
Come presidente della Commissione Turismo e Montagna chiederò ora alla Fondazione 20 marzo e a Live Nation relazione dell’attività svolta e programmi per il prossimo biennio e insieme all’assessore Cirio e al presidente Cota avvieremo tutte le azioni necessarie per evitare che il Piemonte perda questa grande occasione.