29/06/2010 - AFFAIR PISCHIATRIA: IL GARANTE CI HA DATO RAGIONE. FALLITO IL TENTATIVO DI CENSURA DELLE SINISTRA.


Questo ufficio non ritiene ravvisabili gli estremi per promuovere un provvedimento al Garante”. Cosi l’ufficio  del Garante per la protezione dei dati personali chiude una volta per tutte il tentativo di censura verso Gian Luca Vignale ‘reo’ di aver denunciato l’affair dei gruppi appartamento,  promosso dall’ex assessore Artesio di concerto con il responsabile del dipartimento di salute mentale Asl to 1.

 

Nel 2009 infatti, il consigliere Vignale, aveva portato alla luce una  scorretta gestione di alcuni gruppi appartamento, portando alla luce irregolarità  di amministrazione e di convenzioni strette con l’onlus Self Help e andando con una troupe televisiva a parlare con alcuni pazienti di un gruppo appartamento. La denuncia era stata ripresa da Report, e il consigliere Vignale insieme ad un giornalista e ad una troupe si erano recati in un gruppo appartamento per sentire la voce dei pazienti e testimoniare lo stato della loro cura e le condizioni degli alloggi in cui vivevano.

 

L’allora assessore Artesio, anziché provare a far luce  sulla vicenda, a tutela dei diritti dei pazienti, ben aveva pensato di denunciare l’operato del consigliere Vignale, inviando al Garante per la protezione dei dati personali una segnalazione contro le immagini diffuse durante la trasmissione e inviando una lettera a tutti i direttori dei dipartimenti di salute mentale piemontese contro il consigliere Vignale.

 

Se all’epoca solo un direttore aveva risposto all’appello – smaccatamente propagandistico – dell’assessore, oggi il centro sinistra ha ricevuto anche un sonoro stop da parte del Garante che tra le altre cose scrive: “ emerge che sia stato legittimamente esercitato il diritto di cronaca. Infatti, dal tenore complessivo del detto servizio e dalla documentazione acquisita nell’ambito dell’istruttoria condotta dall’ufficio, emerge l’intento di trattare questioni di significativo interesse pubblico, quali la gestione amministrativa di determinate strutture sanitarie, la cura dei pazienti affetti di problemi di salute mentale e le condizioni igienico – sanitarie dei loro alloggi

 

E nella comunicazione si legge anche che: “ Si evidenzia inoltre che l’accesso del consigliere Vignale e il contestuale servizio giornalistico da parte di Report non paiono scindibili né sotto il profilo logico- temporale né sotto quello giuridico dovendosi considerare l’uno e l’altro necessariamente in modo unitario”.

 

È quindi evidente che anche il Garante non ha ravvisato alcuna irregolarità nel comportamento del consigliere Vignale, ma anzi, ne ha colto l’aspetto informativo e la volontà di portare all’interesse pubblico una questione di interesse generale.

 

Ma è soprattutto evidente che oggi il Garante ha smentito una volta per tutte le accuse di Artesio e il tentativo di censura di una sinistra irresponsabile che se sui giornali si diletta a tutela della libertà di informazione e del diritto di cronaca quando poi i riflettori vengono puntati sulla propria incapacità o negligenza prova ad oscurare e censurare l’informazione pubblica.