Da ex assessore alla montagna della Regione Piemonte e da amante della montagna, ciò che ho contestato in questi 5 anni a questa Giunta è quella di intendere la montagna come un “luna park”: una montagna in cui si promuove quasi esclusivamente il turismo, che rimane fondamentale per l’economia delle nostre valli, ma si dimentica quelle misure che fanno vivere 365 giorni l’anno i residenti nelle aree montane.

Parlo dell’agricoltura, del potenziamento dei trasporti, dell’artigianato: quelle misure che rendono una montagna viva. Credo vadano fatte politiche speciali per le aree montane: da politiche di vantaggio fiscale al potenziamento dei servizi dell’istruzione e dei trasporti, per fare in modo che la montagna piemontese non sia utilizzata solo il sabato e la domenica da chi vuole legittimamente trovare dello svago, ma sia vissuta 365 giorni l’anno.

Dobbiamo entrare nell’ottica che una montagna viva è una montagna ben tenuta e una montagna ben tenuta significa una gestione buona del territorio e minor rischi per la media valle e la città.